Tag: elezioni


Sprofondo fucsia Belpaese

Chissà che rodimento, per Salvini, aldilà dei sorrisetti vacui e delle spavalderie di rito. Chissà che giramento, a vedere l’Umbria ubertosa, una delle regioni più rosse d’Italia, tutta coperta di blu.


Putin stravince, l’Occidente è al trivio Qui mondo

L’uomo è lì, tronfio e imbolsito, più simile a un pippobaudo che all’icona del duro costruita in un ventennio di potere quasi assoluto. Neppure troppo virile col suo cappuccio di pelliccia nel gelido inverno russo, ma più che mai vincente.


Sinistra, v(u)oto a perdere Belpaese

Mentre i rimasugli del PdR si leccano le ferite, i radicalscìc preparano le valige (solo a chiacchiere, purtroppo) per andarsene da un paese razzista, omofobo e via piagnisteggiando e gli altri a una stagione di lotte & botte a perdere, cerchiamo di capire cos’è successo a sinistra e altrove, e soprattutto cosa accadrà con il voto di domenica.


Magico Trump, ma passerà Jena Hillary Qui mondo

Chissà perché i media si sgolano e i liberal d’ogni colore si sbracciano per Hillary. Sarà perché è la prima donna in corsa per la Casa Bianca (con la quasi certezza di salire al soglio del Campidoglio), in un paese dove fino a trent’anni fa non potevi manco salire sugli autobus di certi stati se eri di colore, e ancora oggi se sei negro –...

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Raggi di stelle a Roma, piove su Sala a Milano Belpaese

Tutto come previsto, o quasi. Alla faccia dei risultati clamorosi, come titola l’ormai ex Corrierone, che evidentemente si riferisce alle elezioni in Perù, vinte sul filo da Pedro Pablo Kuczynski sulla rivale Keiko Fujimori, data per stravincente, nessuna novità emerge dalle amministrative, rispetto a sondaggi ed exit poll. Tranne un paio di fatti rimarchevoli.


La candidata sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi, ospite del programma Rai "Porta a porta", condotto da Bruno Vespa, Roma, 01 marzo 2016. 
ANSA/GIORGIO ONORATI Belpaese

Non c’è stato solo il pasticciaccio brutto di Roma per i sinistrati di Fassina e quello nero di Milano per gli ambidestri della Meloni. E verrebbe da dire che destra e sinistra pari sono, almeno a pasticci di lista.


Stati Divisi d’America Qui mondo

E mò so’ cazzi. A dirlo non è la contessa, ma l’establishment del Gop – il Grand old party – come i galantuomini repubblicani chiamano sé stessi dal finire dell’‘800.