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	<title>Maurizio Zuccari &#187; 25 aprile</title>
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	<description>Giornalista, scrittore</description>
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		<title>Pillole di libertà</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2019 10:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le parole sono pietre]]></category>
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		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
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		<description><![CDATA[A proposito di liberazione e dintorni, tre pillole di libertà tratte dal circo mediatico del 25 aprile. Meglio tardi che mai. La votazione risale al dì di liberazione, ma leggo l&#8217;ultim&#8217;ora Ansa solo adesso: la giunta comunale di Sarno, paese natale di Giovanni Amendola, ha revocato all&#8217;unanimità la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini il 23 maggio 1923 in quanto mandante dell&#8217;omicidio del parlamentare comunista. Recita la... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/pillole-di-liberta/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2019/04/mussolini-2.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9463" src="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2019/04/mussolini-2-300x169.jpeg" alt="mussolini-2" width="300" height="169" /></a></p>
<p>A proposito di liberazione e dintorni, tre pillole di libertà tratte dal circo mediatico del 25 aprile.<span id="more-9462"></span></p>
<p><strong>Meglio tardi che mai</strong>. La votazione risale al dì di liberazione, ma leggo l&#8217;ultim&#8217;ora Ansa solo adesso: la giunta comunale di Sarno, paese natale di Giovanni Amendola, ha revocato all&#8217;unanimità la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini il 23 maggio 1923 in quanto mandante dell&#8217;omicidio del parlamentare comunista. Recita la motivazione, votata all&#8217;unanimità dalla giunta di centrosinistra: “La cittadinanza onoraria, a suo tempo conferita, risulta incompatibile con i valori di cui il Comune di Sarno e la sua comunità sono oggi portatori oltre ad essere in contrasto con l&#8217;art. 7 comma 1 dello Statuto del Comune stesso”. Ineccepibile.</p>
<p><strong>Il duce val bene una messa</strong>. Più che una bufala, è un sempre(nero)verde. Questo pomeriggio, alle 18, si terrà “un messa” riparatrice in una chiesa del centro di Terni, in omaggio alla memoria del duce, di cui ricorre domani l&#8217;avvenuta esecuzione in quel di Giulino di Mezzegra, e dei caduti della Rsi. Altro che striscioni commemorativi a piazzale Loreto. Peccato l&#8217;errore ortografico sui manifesti del suffragio, affissi il 25 aprile e regolarmente vidimati dal comune, ma la commozione può giocare certi scherzi. La chiesa trovatela da soli, fate un po&#8217; di fatica.</p>
<p><strong>Antifascismo è non dire me ne frego</strong>. Questa è più datata, ma sempre valida. Maurizio Maggiani rievoca sulle pagine di Repubblica, organo dell&#8217;antifascismo militante, quando prese dal padre un “patton” per aver detto me ne frego, inconsapevole di quanta barbarie fosse in quel motto e pertanto punito dal severo ma giusto genitore. A perenne monito l&#8217;ottimo scrittore chiarisce che tra le parole da non usare mai, in nome del politicamente corretto e del più rigoroso antifascismo, è quella costatagli un manrovescio. Ah, i tempi in cui la Cia finanziava Scalfari in nome dell&#8217;anticomunismo militante.</p>
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