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	<title>Maurizio Zuccari &#187; Belpaese</title>
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	<description>Giornalista, scrittore</description>
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		<title>Colf nude cercasi</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 14:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Belpaese]]></category>
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		<description><![CDATA[Arrivano anche in Italia le colf naturiste. Una gioia per gli occhi (e non solo), ma guai a chi tocca.  Vedere senza toccare è roba da star male. Non la pensa così tal Margherita, piacente quarantenne marchigiana che dopo un’esperienza inglese ha introdotto il servizio di naturist cleaner anche in Italia, Naturpop. Basta prenotare online e l’agenzia vi recapita a domicilio una colf che in... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/colf-nude-cercasi/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivano anche in Italia le colf naturiste. Una gioia per gli occhi (e non solo), ma guai a chi tocca. <span id="more-9651"></span><br />
Vedere senza toccare è roba da star male. Non la pensa così tal Margherita, piacente quarantenne marchigiana che dopo un’esperienza inglese ha introdotto il servizio di naturist cleaner anche in Italia, <a href="https://www.naturpop.it" target="_blank">Naturpop</a>. Basta prenotare online e l’agenzia vi recapita a domicilio una colf che in un battibaleno si spoglia e si mette a stirare, spolverare, insomma a spicciarvi casa in tenuta adamitica. Tutta nuda e in scioltezza. La domestica naturista può essere richiesta sul sito dell’agenzia, a cui vanno 25 euro l’ora, mentre altri 45 saranno pagati alla colf. Sono previsti sconti dopo la prima ora. Non proprio a buon mercato ma neanche un costo proibitivo per uno sfizietto che vi sistema casa.</p>
<p>L’idea è semplice e intrigante quanto basta per invogliare arzilli vecchietti o single svogliati a darsi da fare. Ovviamente le pulizie naturiste possono essere fatte anche da maschietti, e qui ad aprirvi le porte saranno signore pigre e vogliose ma anche clienti interessati a robe d’altro genere. Attenzione, però. Chi pensa d’arrotondare chiedendo un extra alla collaboratrice domestica sbaglia servizio: il regolamento della colf naturista è chiaro: «Le persone possono solo guardarti mentre lavori nuda», spiega la fondatrice, niente di più. È consentito far da sé quando proprio uno non ce la fa più a vedersi una bella donna o un giovanotto girare nudi per casa, ma guai a chi tocca o fa anche solo proposte osé: viene bandito dall’agenzia, con buona pace d’istinti e compagnia.</p>
<p>L&#8217;idea, benemerita, è perfettamente in linea coi tempi, per i quali l&#8217;insoddisfazione del desiderio è parola d&#8217;ordine funzionale al disordine sistemico. Sbirciare più attraente di fare. Ma c’è un però. La bella Margherita pensava di fare l’affare lanciando nel Belpaese un servizio che a Londra spopola tra attempati signori che bevono compassati un tè rimirando belle grazie dal divano, ma l’Italia non è quel paradiso che s’aspettava. Non tanto per mancanza di domanda quanto per carenza d’offerta: mancano collaboratrici, lamenta la fondatrice. E, pure lei, è costretta a fare da sé, o quasi. Il voyeurismo è pure in voga, ma dolci donzelle disposte a darsi da fare svestite latitano nel Belpaese.</p>
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		<title>Babbo Natale, santo laico</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2015 17:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le parole sono pietre]]></category>
		<category><![CDATA[Babbo Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Belpaese]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa vogliono gli italiani sotto l’albero? A girare tra gli abeti della nazione, quelli che affollano piazze e centri commerciali dell’ex Belpaese, quello che si svela è lo specchio dei desideri di un paese ricco di macerie prime, per dirla come Stefano Bucchi. Pigliamo ad esempio uno dei luoghi abetati dello Stivale. La stazione Tiburtina, crocicchio dell’Italia che parte o riparte, fate voi, e intanto... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/babbo-natale-santo-laico/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2015/12/DSC00493.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8752" src="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2015/12/DSC00493-225x300.jpg" alt="DSC00493" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Cosa vogliono gli italiani sotto l’albero? A girare tra gli abeti della nazione, quelli che affollano piazze e centri commerciali dell’ex Belpaese, quello che si svela è lo specchio dei desideri di un paese ricco di macerie prime, per dirla come Stefano Bucchi. <span id="more-8751"></span>Pigliamo ad esempio uno dei luoghi abetati dello Stivale. La stazione Tiburtina, crocicchio dell’Italia che parte o riparte, fate voi, e intanto stagna tra consumi flosci e poca voglia di ridere. Tra vetrine che calano le saracinesche prima d’aprirle e impianti sbullonati senza aspettare l’inaugurazione della prima pietra. Al piano nobile della futuribile stazione pensata come via d’accesso alla Roma giubilare per chi viene da nord – ma un po’ da ognidove – e già demodé come un quadro astratto, un bell’abete di giusta grandezza e sobrio addobbo omaggia il viaggiatore coi suoi desiderata appesi tra rami e lucori.</p>
<p>C’è chi lo usa come posta del cuore, supplicando Babbo Natale d’incontrare l’amico gay-friendly tenero e carino, max 35enne, con tanto di mail. C’è chi anela un lavoro qualesia e chi la luce in fondo al tunnel per la squadra del cuore. C’è chi si raccomanda per un intervento alla figlia di tre anni e chi chiede, semplicemente: stop the war, please. Insomma, i cartoncini appesi tra gli aghi di pino plastico sono un campionario di sogni e bisogni assai distanti dall’inciviltà dei consumi. Simile alle antiche favisse dove i ploranti calavano offerte agli dei pagani, agli ex voto dei santi cristiani, ai reliquari dei beati martiri. Così, il vecchio dalla barba bianca è assurto nell’immaginario italico a santo neppure tanto laico da cui ricevere grazie. Un esito inimmaginabile per il vecchiardo in verde inventato dalla Cocacola, trasformato dai creativi in rosso vegliardo. Icona dell’opulenza e del benessere occidentale a cui rivolgersi, fin dalla tenera infanzia, per l’inutile orpello e il costoso gingillo.</p>
<p>Scriveva Adriana Zarri su un quotidiano della sinistra antagonista ai primi di questo secolo, ma più di un’era geologica fa: “Ogni festività ha la propria barbarie linguistica. Grazie all’egemonia nordica della lingua, dei costumi, dell’economia anglosassone, ci siamo abituati anche noi mediterranei a Babbo Natale che, prima ancora che blasfemo, dovrebbe essere ridicolo all’orecchio di un cristiano: e se a qualcuno venisse in mente di inventare mamma Pasqua? Abbiamo fatto l’orecchio anche a pasquetta. Vi farebbe impressione se si dicesse natalino o nataletto per il 26 dicembre?”. E ancora non si pagava dazio all’orrido Halloween.</p>
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