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	<title>Maurizio Zuccari &#187; carne vegana At Kerney</title>
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	<description>Giornalista, scrittore</description>
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		<title>Il tempo del salsicciotto rampicante</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jul 2019 15:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai è fatta, con buona pace dei carnivori. Entro il 2040 oltre la metà della carne che finirà nei nostri piatti non sarà di origine animale ma verrà coltivata in vaso o proverrà da piante diverse. Pecore e molluschi possono dormire sonni tranquilli, per loro s’apre un eden ignoto pure alle mucche sacre alla tradizione indù, ai maiali intoccabili per i musulmani. A dirlo non... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/il-tempo-del-salsicciotto-rampicante/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2019/07/111312165-f2c74387-cde8-4a5c-b361-0cf113d96d60.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9486" src="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2019/07/111312165-f2c74387-cde8-4a5c-b361-0cf113d96d60-300x133.jpg" alt="111312165-f2c74387-cde8-4a5c-b361-0cf113d96d60" width="300" height="133" /></a></p>
<p>Ormai è fatta, con buona pace dei carnivori. Entro il 2040 oltre la metà della carne che finirà nei nostri piatti non sarà di origine animale ma verrà coltivata in vaso o proverrà da piante diverse.<span id="more-9485"></span> Pecore e molluschi possono dormire sonni tranquilli, per loro s’apre un eden ignoto pure alle mucche sacre alla tradizione indù, ai maiali intoccabili per i musulmani. A dirlo non è un pincopalla qualunque, l’ennesimo chef d’una nidiata cara al trend vegano, ma nientemeno che uno studio svolto nei maggiori mercati mondiali (Usa, India e Cina) dalla At Kerney. Nome che ai più non dice molto, ma trattandosi della società statunitense di consulenza globale attiva dalla grande crisi del ‘29 – in Italia dal ‘66 – da sempre portatrice del verbo del grande pensiero unico globale, la sua parola è pressoché legge. “L’industria del bestiame – recita la ricerca – è ormai vista come un male inutile. Con i vantaggi della nuova carne rispetto alla produzione convenzionale, la conquista di ampie quote di mercato è solo una questione di tempo”. Vent’anni, appunto.</p>
<p>I vegani gongolano, le macellerie friggono. Le più avvedute già pensano al cambio d’insegna, giù teste di mucca come busti del duce o di Lenin, su una bella piantina dove fioriscono esangui bistecchine. Il pubblico, si sa, ha sempre ragione e i suoi gusti non si discutono. Non passerà molto che il carnivoro impenitente e tradizionalista, il revanscista della fiorentina, sarà additato come un perverso untore al pubblico ludibrio. Costretto a grigliate segrete nell’underground metropolitano o in recessi inaccessibili, al mordi &amp; fuggi con una cotoletta. Ridotto a sfogliare opuscoli d’antan dei supermercati per eccitarsi davanti a una bella bisteccona. Salvo piegarsi al male minore: armarsi di vaso, concime e rastrello e darsi alla coltura di salsicciotti rampicanti.</p>
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