<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Maurizio Zuccari &#187; Giachetti</title>
	<atom:link href="https://www.mauriziozuccari.net/site/tag/giachetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.mauriziozuccari.net/site</link>
	<description>Giornalista, scrittore</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 Sep 2026 14:35:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.37</generator>
	<item>
		<title>E uscimmo a riveder le stelle</title>
		<link>https://www.mauriziozuccari.net/site/e-uscimmo-a-riveder-le-stelle/</link>
		<comments>https://www.mauriziozuccari.net/site/e-uscimmo-a-riveder-le-stelle/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 18:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Belpaese]]></category>
		<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[5S]]></category>
		<category><![CDATA[comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Giachetti]]></category>
		<category><![CDATA[Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></category>
		<category><![CDATA[Raggi]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziozuccari.net/site/?p=8984</guid>
		<description><![CDATA[Il colpo d’occhio sulla mappa elettorale capitolina è impressionante. Roma si tinge di giallo, una macchia enorme. Resta al centro solo una corolla pieddina, cerchio attorniato da una marea gialla montante. L’onda lunga del grillismo ha imbarcato protesta e voglia di nuovo, spazzando via il povero Giachetti e le sue misere speranze di rivincita. Sconfitta tutta mia, s’è affrettato a dire da buon radicalrenzino. Ma... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/e-uscimmo-a-riveder-le-stelle/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2016/06/xMappa-Municipi-elezioni-2016.jpg.pagespeed.ic_.aOLDznFCb5.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8986" src="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2016/06/xMappa-Municipi-elezioni-2016.jpg.pagespeed.ic_.aOLDznFCb5-297x300.jpg" alt="xMappa-Municipi-elezioni-2016.jpg.pagespeed.ic.aOLDznFCb5" width="297" height="300" /></a></p>
<p>Il colpo d’occhio sulla mappa elettorale capitolina è impressionante. Roma si tinge di giallo, una macchia enorme. Resta al centro solo una corolla pieddina, cerchio attorniato da una marea gialla montante.<span id="more-8984"></span> L’onda lunga del grillismo ha imbarcato protesta e voglia di nuovo, spazzando via il povero Giachetti e le sue misere speranze di rivincita. Sconfitta tutta mia, s’è affrettato a dire da buon radicalrenzino. Ma pure lui, prono a legare l’asina dove vuole che ragli il padrone, sa bene che non è vero. Chi vede le stelle più di tutti è proprio Renzi. Sa che per lui l’ora è suonata, e ben più grave poteva essere il bilancio se Milano non avesse fatto breccia, concedendo una risicata vittoria a Sala. Il tracollo Pd è generale e Torino ne è il paradigma, nonostante rade Maginot sperse qua e là lungo lo Stivale (Bologna, Varese, Cagliari). Al punto che per il padre padrone di un partito che non c’è più si profila il redde rationem del referendum d’autunno. Cioè, la fine del renzismo. Del partito a immagine e somiglianza del premier. Del partito unico della nazione come solo orizzonte praticabile. Un’ipotesi non più gestibile dal rottamatore in via di rottamazione, anche se resta all’orizzonte della storia. All’altro ex signore e padrone della politica italiana per un ventennio, poveretto, non resta che augurare pronta guarigione e serena vecchiaia.</p>
<p>I pentastellati hanno beneficiato dell’harakiri della sinistra e delle divisioni della destra, ma questo non basta a spiegare le ragioni del successo. Il terzo polo è nato e non è che l’inizio, la fine della seconda Repubblica e del bipolarismo è un fatto non più eludibile. Su di loro pende la spada di Damocle della riuscita, la missione quasi impossibile di restituire a Roma e al paese la dignità d’un futuro possibile. Una scommessa tutta da perdere. Dalla capitale a Torino, a Carbonia, quanti si sono affidati ai grillini per fare tabula rasa e ripartire non potranno che ricevere lacrime e sangue. Senza che gli autori del repulisti annunciato possano aspettarsi premi elettorali di sorta. Un ceto politico immaturo e protestatario, veicolato da intelligenze oscure e blob in deficit di democrazia, com’è stato dipinto finora il movimento, dovrà essere pronto al grande balzo, a governare davvero, per ora nella capitale, domani si vedrà. La bistrattata gente gli ha dato fiducia, e quanto a democrazia interna e malgoverno, nessuno (a sinistra e tantomeno a destra) può dare loro lezioni, a meno di non coprirsi di malafede e ridicolo.</p>
<p>I Cinquestelle, al momento, restano una speranza più che una certezza. Raggi di sole nel deserto della sinistra. I frammenti di questa si mostrano incapaci di un’analisi politica coerente e compiuta. Sempre più distanti dalla gente, si baloccano in una visione distopica della realtà politica e sociale del Belpaese. Un esempio: credere che un movimento di milioni di elettori che si avvia a divenire forza politica primaria e dirigente del paese possa essere eterodiretto da una manina occulta e virtuale, vuol dire azzerare ogni residua intelligenza e compiacersi della propria irrilevanza, aver dimenticato l’abc gramsciano d’una politica che sa rendersi egemone. Manca un’analisi concreta delle proprie inadeguatezze e di quanto ha reso il grillismo un movimento forse populista, certo popolare. Quel popolo a cui la sedicente sinistra ha volto le spalle – infatti resiste solo arroccata ai Parioli e nei salotti buoni – o dimenticato per darsi a battaglie distanti anni luce dall’abc del sociale: casa, lavoro, diritti primari e non appalto d’una minoranza pseudo progressista. Dai Cinquestelle al governo di Roma e d’altrove non c’è forse da attendersi molto, tranne che facciano tabula rasa dell’esistente e affossino la follia delle Olimpiadi e della cementificazione fine a sé stessa, come il nuovo stadio della capitale. Ma oggi uscimmo a riveder le stelle, come diceva il poeta, anche se la natural burella, per dirla ancora col sommo, resta oscura e tutt’altro che finita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.mauriziozuccari.net/site/e-uscimmo-a-riveder-le-stelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raggi di stelle a Roma, piove su Sala a Milano</title>
		<link>https://www.mauriziozuccari.net/site/raggi-di-stelle-a-roma-piove-su-sala-a-milano/</link>
		<comments>https://www.mauriziozuccari.net/site/raggi-di-stelle-a-roma-piove-su-sala-a-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 09:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Belpaese]]></category>
		<category><![CDATA[amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giachetti]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Parisi]]></category>
		<category><![CDATA[Raggi]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Sala]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziozuccari.net/site/?p=8939</guid>
		<description><![CDATA[Tutto come previsto, o quasi. Alla faccia dei risultati clamorosi, come titola l&#8217;ormai ex Corrierone, che evidentemente si riferisce alle elezioni in Perù, vinte sul filo da Pedro Pablo Kuczynski sulla rivale Keiko Fujimori, data per stravincente, nessuna novità emerge dalle amministrative, rispetto a sondaggi ed exit poll. Tranne un paio di fatti rimarchevoli. Cominciamo dalla capitale, dove Virginia Raggi vince ma non convince. La candidata... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/raggi-di-stelle-a-roma-piove-su-sala-a-milano/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2016/06/1770286_gia2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8940" src="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2016/06/1770286_gia2-300x103.jpg" alt="Elezioni 2016, Roma, Incontro Renzi Giachetti all'Auditorium" width="300" height="103" /></a></p>
<p>Tutto come previsto, o quasi. Alla faccia dei risultati clamorosi, come titola l&#8217;ormai ex Corrierone, che evidentemente si riferisce alle elezioni in Perù, vinte sul filo da Pedro Pablo Kuczynski sulla rivale Keiko Fujimori, data per stravincente, nessuna novità emerge dalle amministrative, rispetto a sondaggi ed exit poll. Tranne un paio di fatti rimarchevoli. <span id="more-8939"></span>Cominciamo dalla capitale, dove Virginia Raggi vince ma non convince. La candidata grillina non vola di certo, pur staccando alla grande Roberto Giachetti, l&#8217;avversario più prossimo. Dieci punti di stacco non sono pochi, sarà dura ma non impossibile rimontarli per il radical chic di fiducia governativo che aveva la mission quasi impossible di far dimenticare ai romani i guasti combinati dal Pd capitolino con Buzzi &amp; compari e la cacciata di Marino. Sotto di lui, Giorgia Meloni non gongola di certo. Alla destra romana non resta che piangere sui cocci rotti dal Cavaliere, amminchiato a spalleggiare in extremis l&#8217;Alfio Marchini – a cui i romani consigliano giustamente di ridarsi al polo, sport in cui eccelle – dopo aver puntato sull&#8217;impresentabile Bertolaso. Piangono tutti, a destra: Marchini, che se avesse avuto il Cavaliere dalla sua dal primo momento sarebbe stato il candidato civico ideale per il generone romano. Piange la Meloni impregnata &amp; cazzuta, ché se ai suoi voti avesse sommato quelli dell&#8217;Alfio, al ballottaggio sarebbe andata lei, e hai vistomai. Piange pure il Berlusca, alla fine, ché a Roma esce azzoppato da destri e leghisti, più che dai sinistri. Di Fassina meglio tacere, l&#8217;uomo di Monti all&#8217;interno del Pd, riciclato &amp; spacciato come alternativo di sinistra, non ha nemmeno le lacrime per piangere.</p>
<p>Ma il pianto del Berlusca non tocca Milano. Sotto la Madonnina, anzi, Parisi può ridersela: ha sfiorato il sorpasso e può giocarsela pressoché alla pari con Sala, in una partita tutta da vincere per il candidato berlusconiano. Aghi della bilancia saranno i 5s, col loro modesto 10%. Se piove sul bagnato per il centrosinistra meneghino, a Napoli addirittura fuori dai giochi al primo colpo, non così a Torino e Bologna. Anche se i grillini sono andati meglio del previsto sotto la Mole e il Pd peggio del previsto sotto le Due torri, il buon esito appare scontato per i renziani. Giochi già fatti pure a Cagliari e Trieste, gli altri due centri d&#8217;un certo peso al voto, utili come barometro politico: 1-1 tra centrodestri e centrosinistri, e palla al centro. Che dire, dunque? Aspettando i risultati nei 1.300 comuni dove si è votato, per il premier non sembra scattato l&#8217;“ora pro” Renzi. Ma un campanello d&#8217;allarme è suonato, in attesa dei ballottaggi e della partita vera che si giocherà al referendum d&#8217;autunno. Specie se non dovesse spuntarla il suo buon Giac a Roma, dato per sindaco dal premier (che a st&#8217;ora si sta arcitoccando). Certo è che alla sua sinistra è il deserto, davanti il diluvio. Tra raggi e piovaschi, non sai cosa metterti per non finire arrosto o affogato al cambio di stagione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.mauriziozuccari.net/site/raggi-di-stelle-a-roma-piove-su-sala-a-milano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tanto pe&#8217; vota&#039;: la carica dei 100.1</title>
		<link>https://www.mauriziozuccari.net/site/tanto-pe-vota-la-carica-dei-100-1/</link>
		<comments>https://www.mauriziozuccari.net/site/tanto-pe-vota-la-carica-dei-100-1/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 08:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Belpaese]]></category>
		<category><![CDATA[5 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[Bertolino]]></category>
		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giachetti]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Raggi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziozuccari.net/site/?p=8930</guid>
		<description><![CDATA[Non c’è stato solo il pasticciaccio brutto di Roma per i sinistrati di Fassina e quello nero di Milano per gli ambidestri della Meloni. E verrebbe da dire che destra e sinistra pari sono, almeno a pasticci di lista. Salvo poi vedere che pure i neodiccì alfaniani o i Fuxia people di Maria Teresa Baldini, l’antirom per eccellenza col suo sgargiante colore che “piace tanto... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/tanto-pe-vota-la-carica-dei-100-1/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2016/06/117663_473652_IMG_9807_8640856_medium.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8936" src="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2016/06/117663_473652_IMG_9807_8640856_medium-300x225.jpg" alt="117663_473652_IMG_9807_8640856_medium" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Non c’è stato solo il pasticciaccio brutto di Roma per i sinistrati di Fassina e quello nero di Milano per gli ambidestri della Meloni. E verrebbe da dire che destra e sinistra pari sono, almeno a pasticci di lista. <span id="more-8930"></span>Salvo poi vedere che pure i neodiccì alfaniani o i Fuxia people di Maria Teresa Baldini, l’antirom per eccellenza col suo sgargiante colore che “piace tanto alle donne eppoi non c’ha pensato nessuno”, hanno pasticciato in quel di Cosenza e Milano, e su tutti pendeva la daga del Tar. Impicci a parte, i candidati alle amministrative di oggi nei 1.300 comuni al voto, nelle liste civetta o ufficiali, su su fino ai possibili consiglieri e ai probabili sindaci, sono un campionario d’orrori o uno spasso, a seconda dei punti di vista. Comunque uno specchio fedele del Belpaese e dei suoi retrogusti, alla ribalta politica e mediatica per un tempo che per alcuni può durare più d’una legislatura, per molti è l’attimo fuggente da cogliere al volo. Una carica dei 1.001 dove ce n’è per tutte le tasche e ogni gusto. A Napoli c’è l’accoppiata di galantuomini che distribuiva soldini ai seggi, in lizza al comune partenopeo per il candidato renziano, con scorno di Bassolino. Nella multiculturale ex capitale borbonica non poteva mancare la candidatura transessuale con Daniel Lourdes Falanga, responsabile delle politiche per Arcigay, arcidevota alla Madonna. Ma non è l’unica: strizza l’occhio al mondo lgtb con la star trans Rosa Rubino anche De Magistris, che ci riprova invitando elegantemente il premier a cacarsi sotto a ogni comizio. Candidature trans &amp; gay frienfly anche per Milano, decisamente avanti, dove si presenta Veronica Comeni, detta Alessandro, campione(ssa) d’intersessualità. Ma se siete per le quote rosa e più tradizionalisti, sotto la Madonnina potete affidarvi a Daria Colombo, consorte di Roberto Vecchioni, o alla signora Moratti, Milly. A Daria Pesce, legale di Abu Omar come di Nicole Minetti, o alla meno nota Sumaya Adbel Qader che sogna per sé un futuro da Khan e per Milano una moschea. Assai più machista Torino, dove nel record dei papabili sindaci, ben 18, tra i fiancheggiatori forzaitalioti c’è pure l’ultatifoso granata Lorenzo Vetrano, con otto anni di Daspo per essersi menato con gli ultrà romanisti. Roma finis mundi, infine, vede un duello in famiglia tra le nipotine del duce. Alessandra Mussolini corre come capintesta per Forza Italia a sostegno del redivivo Marchini, mentre la sorellastra Rachele sta con la Meloni. Una lotta tra bionde, graziate dal Tar che ha evitato bastonature sulle liste.</p>
<p>Ma parliamo di cose diversamente serie. Tanto pe’ vota’, come cantavano Bertolino &amp; Bottura sul palco di Repidee – ammazza che idee – al Maxxi di Roma per scacciare i fantasmi dell’astensionismo, piuttosto corporei, reificando quelli altrettanto corposi del voto disgiunto. Nelle cinque grandi città al voto – oltre la capitale Milano, Torino, Bologna e Napoli – nessun candidato sembra in grado di passare al primo turno, ma il Pd rischia di farcela in tutte, al ballottaggio. Salvo la quasi certezza di perdere a Napoli contro il sindaco uscente e l’incognita Raggi a Roma. Se la Sora Virginia non dovesse spuntarla a prima botta, cosa pressoché impossibile, e Giachetti dovesse battere sul filo di lana la Meloni impregnata &amp; cazzuta per il ballottaggio, cosa più che probabile, il Pd passerebbe all’incasso pure nella capitale, nonostante gli sfracelli fatti con Buzzi &amp; compari e la cacciata di Marino. Altrimenti vedremo una pentastellata salire in Campidoglio, e che il dio degli atei e degli onesti ce la mandi buona. Ma la partita vera – ben lo sa il premier che s’è acconciato a spendersi in prima persona per il suo radicalchic capitolino di fiducia – sarà al referendum d’autunno. Con Renzi presumibilmente costretto a fare le valigie da palazzo Chigi e non uno straccio d’alternativa che sia meno peggio in un fosco orizzonte di guerra e tregenda sociale. Ma stiamo lieti, cantava il magnifico Lorenzo, del doman non v’è certezza e l’oggi chiama al voto. Tanto pe’ vota’: daje Bertoli’, attacca.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.mauriziozuccari.net/site/tanto-pe-vota-la-carica-dei-100-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
