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	<title>Maurizio Zuccari &#187; luna</title>
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	<description>Giornalista, scrittore</description>
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		<title>L’Angelo e la luna</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 16:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna il festival di danza, musica, teatro e arte circense negli spazi di Castel Sant’Angelo Come si resiste alla calura estiva? Una bibita fresca, un bel gelato. Un tuffo in piscina o al mare, certo. Eppoi, tanto per uscire dalla portata del condizionatore o dal brodo di coltura domestico, un bello spettacolo serale, di quelli che rinfrancano &#38; rinfrescano lo spirito a bagnomaria. A Roma, nei... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/langelo-e-la-luna/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Torna il festival di danza, musica, teatro e arte circense negli spazi di Castel Sant’Angelo</strong><span id="more-10785"></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Come si resiste alla calura estiva? Una bibita fresca, un bel gelato. Un tuffo in piscina o al mare, certo. Eppoi, tanto per uscire dalla portata del condizionatore o dal brodo di coltura domestico, un bello spettacolo serale, di quelli che rinfrancano &amp; rinfrescano lo spirito a bagnomaria. A Roma, nei meandri di castel Sant’Angelo, niente di meglio dell’Angelo e la luna per scampare all’afa capitolina, anche se nei cortili della vecchia mole adriana questa si fa sentire. Il festival di circo contemporaneo, danza, musica e teatro, alla sua terza edizione, propone da luglio a ottobre quindici spettacoli (quaranta repliche) di artisti nazionali e internazionali che animeranno gli spazi del castello: dalla corte di Alessandro VI alla sala Paolina, dal bastione San Matteo alla sala Apollo, dal cortile dell’Angelo alla terrazza panoramica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da luglio a ottobre ce n’è per tutti, grandi e piccini, come suol dirsi. Dopo il via alle danze – letteralmente – dei Baba Yaga, band mitteleuropea con base a Vienna che si rifà all’archetipo della strega slava, con Grenzenlos – Senza confini – sarabanda musicale e loro disco d’esordio del 2024, è andata in scena L’anima del mondo. L’anima mundi dell’imperatore poeta, Adriano, che forse aleggia ancora nella mole del suo cenotafio, rievocata dalla voce di Marco Cavalcoli e dalle musiche di Lorenzo Tomio. Poi la fiaba moderna dell’altro duo Dimitri-Manenti, per la regia di Elisa Canessa: Cuor di coniglio. Uno spettacolo dedicato alle paure e ai sogni infranti e ricomposti dell’infanzia, scombiccherato e un po’ puzzone come si conviene ai giovanissimi. Il 23 luglio è la volta di Segni, spettacolo di danza degli Excursus.</p>
<p style="font-weight: 400;">Eppoi tanti altri, dal Castello degli angeli ostinati, a cavallo tra la fine di luglio e i primi d’agosto, racconto circense itinerante negli spazi più suggestivi del castello, palcoscenico dello spettacolo già premiato dal Mic, al doppio appuntamento teatrale di Antonio Rezza a fine settembre, per finire ai primi d’ottobre con la rievocazione di Francesco, angelo degli ultimi, sulla figura del santo poverello, di e con Massimo Verdastro e Dario Guidi. Qui Info, prenotazioni e biglietti su <a href="https://bit.ly/ticketingcoopculture" target="_blank">https://bit.ly/ticketingcoopculture</a></p>
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		<title>La luna nel pozzo</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 19:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie in forma di prose]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando il dito indica la luna / l’imbecille guarda il dito / poi si butta nel pozzo / dove strilla: tocco la luna / col dito, prima d’affogare Sopra: Diego Santini, La luna nel pozzo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il dito indica la luna /</p>
<p>l’imbecille guarda il dito /</p>
<p>poi si butta nel pozzo /</p>
<p>dove strilla: tocco la luna /</p>
<p>col dito, prima d’affogare<span id="more-9943"></span></p>
<p><em>Sopra: Diego Santini, La luna nel pozzo</em></p>
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		<title>I lati oscuri della luna</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 14:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Qui mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Cinquant’anni fa l’uomo metteva piede sulla luna: un grande passo per l’umanità. La frase – preparata ad arte – con cui Neil Armstrong trasmise ai posteri l’impresa è nota, meno (e assai più vera) l’altra del copilota Buzz Aldrin, quando si rese conto che poteva coprire la terra con il pollice, dalla luna. Si commosse, Aldrin, toccando con mano – quasi – quanto fossero poca cosa... <br /><br /><a class="readmore" href="https://www.mauriziozuccari.net/site/i-lati-oscuri-della-luna/">Leggi tutto</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9494" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2019/07/trio-luna.jpg"><img class="size-medium wp-image-9494" src="http://www.mauriziozuccari.net/site/wp-content/uploads/2019/07/trio-luna-300x251.jpg" alt="Il trio spaziale. Sopra: la terra vista dalla luna" width="300" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">Il trio spaziale. Sopra: la terra vista dalla luna</p></div>
<p>Cinquant’anni fa l’uomo metteva piede sulla luna: un grande passo per l’umanità.</p>
<p><span id="more-9493"></span>La frase – preparata ad arte – con cui Neil Armstrong trasmise ai posteri l’impresa è nota, meno (e assai più vera) l’altra del copilota Buzz Aldrin, quando si rese conto che poteva coprire la terra con il pollice, dalla luna. Si commosse, Aldrin, toccando con mano – quasi – quanto fossero poca cosa gli umani e le loro beghe, nell’immensità del cosmo. L’impronta dello scarpone del comandante della missione Apollo 11 è sempre là, sul suolo lunare. Fa bella mostra di sé nelle foto interattive che la Nasa ripropone sul suo sito, con il programma <a href="http://apolloinrealtime" target="_blank">apolloinrealtime</a> per rivivere in presa diretta l’allunaggio.</p>
<p>Solo in Italia sono un migliaio gli eventi del cinquantenario. Dalla street astronomy di Celano ai laboratori didattici nella casa dell’orco di Domusnovas; dai dibattiti sotto le stelle a Ventotene alla rievocazione al Circo Massimo, a Roma. È una febbre, come quella che colse l’umanità la sera del 20 luglio 1969 e il dì successivo, alla posa del primo piede, che ha ripreso chi sulla luna non mette più piede dal ‘72 ma vuole tornarci nel 2024, con la missione Artemide della Nasa. Ma la Cina è avanti, già pensa a Marte.</p>
<p>Una febbre che non contagia chi nega tutto, e denuncia la gigantesca fake moon come frutto di mene cospirazioniste, ancora cinquant’anni dopo la corsa alla luna frutto della guerra fredda. Una gigantesca messinscena fatta in casa dai soliti servizi segreti statunitensi, tipo Pearl Harbor o Torri Gemelle ma più in grande, planetaria. A prescindere da ogni altra prova, provata o presunta, la migliore risposta alle tesi complottiste è: perché i russi avrebbero taciuto una simile bufala dello storico rivale?</p>
<p>Piuttosto, come mai Mosca perse la corsa, dopo aver dominato la gara dai tempi dello Sputnik e aver allunato per prima, senza equipaggio, nel 1966? Lo stesso anno morì Korolev, progettista capo, in un incidente. Il 3 luglio 1969 – poco prima del lancio da Cape Canaveral del Saturno five – il gigantesco razzo n. 1 (il quinto dei tredici costruiti, molti dei quali andati persi nei numerosi incidenti) esplose nella base kazaka di Baikonur, mietendo vittime e distruggendo il sogno sovietico d’arrivare primi sulla luna. L’inchiesta stabilì la presenza di “un oggetto metallico estraneo” nel vettore. Un po’ come il cacciavite nel rotore di Mattei. Kennedy che la corsa allo spazio l’aveva lanciata era stato ucciso in un complotto a Dallas, e alla Casa Bianca c’era il suo vice, Johnson, secondo alcuni vicino ai congiurati. A Kruscev era andata meglio, era stato confinato da Breznev nella sua dacia e poté morire tranquillo, privilegio raro per i leader sovietici. Insomma, non erano tempi sereni e i nemici non mancavano manco in casa.</p>
<p>Ma, soprattutto, perché diavolo nessuno insegnò ad Aldrin a fare foto, visto che non ne fece nessuna ad Armstrong a spasso sulla luna e l’altro pilota, il romano Michael Collins – il quasi novantenne pilota del modulo lunare è nato a Roma nel 1930, una targa lo ricorda in via Tevere 16 – se ne stava solo soletto, senza manco potersi godere l’allunaggio degli altri due, come il resto del mondo?</p>
<p>Eccoli i lati oscuri dell’allunaggio, a mezzo secolo da allora.</p>
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