
13 apr 2019
Cent’anni di Bauhaus
È durata solo 14 anni, ma ha segnato in modo duraturo il suo tempo e il nostro.

È durata solo 14 anni, ma ha segnato in modo duraturo il suo tempo e il nostro.

Se ne andrà a fine aprile con la sua zazzera grigia, il faccione dal sorriso stinto e il doppiopetto in tinta.

Non abbandonate la speranza. Mai. Dice così un rigo del testamento di Lorenzo Orsetti. Guerrigliero andato a combattere e morire tra le file dell’Ypg, l’esercito di liberazione del Pkk, il partito comunista curdo, nell’ennesima ultima roccaforte dell’Isis, a Baghuz, appena liberata.

Povero Grillo. E poveri noi. L’avevamo lasciato tant’anni fa, una bella sera, nella brutta copia italiana di Versailles. Nella reggia di Caserta, quando questa non era ancora un pisciatojo dismesso e una cultivar d’ortiche e d’altri erbaggi.

Diciamolo subito: promette quel che dà, alla fine, Il segnale dell’elefante. Alla fine, ché per il resto è una (retro)storia romana del partito che seppe contendere agli assai più numerosi socialcomunisti la palma dell’antifascismo combattente.

Se non apparisse ingeneroso, potrebbe dirsi: la Cia li fa e Arthemisia li accoppia. Le mostre di Andy Warhol e Jackson Pollock, inaugurate a pochi giorni di distanza l’una dall’altra al Vittoriano di Roma, promettevano d’essere l’evento di fine anno e, in buona parte, hanno mantenuto le premesse.

Se c’è uno che incarna il motto chi la dura la vince, è lui. Vent’anni e una quantità inimmaginabile d’intoppi dopo, Terry Gilliam è riuscito a finire una pellicola che divide la critica e può dirsi un capolavoro, se non farà la fine dei suoi flop al botteghino, vedi Il barone di Munchausen o Il mondo capovolto, missing in Italy.

Più che un assaggino, è un’abbuffata di voti quella che Rosella Postorino ha fatto. Tale è il distacco col secondo classificato che Le assaggiatrici più che vincere ha stravinto il Campiello 2018.

Accroccata sulle pendici collinari che guardano il Trasimeno, Cortona è l’ultima cittadina toscana in faccia all’Umbria. Una bomboniera sul punto d’esplodere i suoi confetti d’attorno, disseminandoli sui colli della Val di Chiana aretina e in terra umbra.

L’aveva iniziato lui l’hanno scorso, è ripartito da lui anche quest’anno. Da Palamede, eroe degli Achei trasposto sulla piana reatina, rimosso dalle macerie di Troia per tornare a quelle di Amatrice.