Il piccolo stratega Qui mondo

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C’era una volta Il piccolo principe. Si limitava a girare pei mondi, in compagnia d’una volpe e poco altro. Figura destrorsa, come il suo ideatore, l’aviatore Saint-Exupery caracollato col suo caccia sulla Manica, ma chissà perché amatissima dal popolo di sinistra. Come Tex Willer. Vai a capire. C’è oggi il piccolo stratega. Si limita a gattonare per casa, afferra il portatile lasciato sul divano dall’improvvido genitore e clicca a casaccio. Parole così: ; l ;; gmlxzssaw. Alzi la mano chi non ha mai tolto di mano al tastierista imberbe tablet o pc. La stessa cosa ha fatto il pargolo del social media manager account – scusate l’accozzaglia di maleparole – sul sito dell’Us strategic command. Nientemeno che il Comando strategico dei missili balistici degli Stati Uniti, con sede nell’impronunciabile base di Offutt, Nebraska (nella foto), fondato nei primi anni Novanta ma operativo alla vigilia dell’11 settembre 2001. Uno degli undici comandi strategici degli Usa, forse il più importante, che oltre al controllo delle armi nucleari ha compiti di spionaggio, deterrenza, sorveglianza, nonché difesa della nazione contro armi di distruzione di massa. Robetta, insomma. Oltre ai 13mila like e 5mila retweet, il criptico messaggio ha sollevato qualche allarme tra gli utenti e la Difesa strategica Usa, prima d’essere cancellato. Ecco, forse finiremo così. Con un tweet lanciato per sbaglio da uno stratega in erba.


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