Capossela & Capovilla, la strana coppia Scrissi d'arte

E morte non avrà dominio: al teatro olimpico lo spettacolo che anticipa il nuovo album ispirato a Dylan Thomas

Dio li fa e poi l’accoppia. Mai adagio fu vero quanto questo, davanti alla strana coppia andata in scena il 3 e 4 ottobre al teatro Olimpico di Roma. Lui, Vinicio Capossela, geniaccio della musica d’autore, intellettuale a tutto tondo: cantattore, scrittore, anima dei tanti festival dentro e fuori lo Stivale. Irpino di sangue e sassone di nascita e d’adozione, svariati libri e film, quindici album all’attivo, con l’ultimo in uscita, zeppi di capolavori sempreverdi, orecchiabili o struggenti che siano. Di lui si sa molto, non ha bisogno di presentazioni. Uno zelig da palcoscenico sempre sulla breccia, nonostante non sia più un ragazzino e dai tempi dell’Una e 35 circa, suo album d’esordio, siano passati oltre sei lustri. Uno che tra una mascherata e l’altra, un campanaccio e una zufolata, non smette d’incantarti e farti dire che, sì, anche nel mondo a testa in giù che viviamo può esserci musica per il cuore e il cervello, oltre che per le orecchie.

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L’altro, Pierpaolo Capovilla, anch’esso autore musicale, bassista e con un album d’esordio da solista, Obtorto collo, del 2014. Di qualche anno fa il nuovo lavoro con i Cattivi maestri e, più recentemente, un ruolo da coprotagonista con Sergio Romano nell’opera seconda di Francesco Sossai: Le città di pianura, pluripremiato ai David di Donatello. Capovilla non ha portato a casa la statuetta del primo premio come miglior attore protagonista, vinto dal compare, ma il film è scombinato quanto basta per assicurarsi il trionfo. E il nostro ben calato nella parte del compagnaccio, nella coppia di giuggioloni vaganti per la bassa trevigiana senza concludere nulla di buono tranne fornire una certa educazione sentimentale e iniziazione alla vita a uno studentello meridionale. Insomma, una spalla perfetta nello spettacolo apparecchiato all’Olimpico per la kermesse del Romaeuropa festival, nato da un’idea di Renato Striglia.

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E morte non avrà dominio, questo il titolo della ballata – o ballade opera, per dirla all’inglese – prende le mosse dal poema del gallese Dylan Thomas, “Milk wood bar”, Sotto il bosco di latte, che dà anche il titolo all’album di Capossela in uscita a gennaio: 15 brani anticipati appunto nello spettacolo capitolino. Scritto nella solitudine della boathous gallese di Laugharne, in un capanno verde affacciato sulla baia di Carmarthen, l’opera prende le mosse da questa condizione esistenziale per raccontare la vita di Lareggub – “fanculo tutti” – un villaggio di pescatori dove ognuno è ciò che è, semplicemente, senza maschere ed equivoci, dunque considerato pazzo. Un luogo che, dice Vinicio, «la società dell’ordine, della legge, del potere recinta per non diffondere nella società “civile” il contagio di questa forma d’insanità. Nel nostro spettacolo, in quella stanza attorno alla vasca, vive questa umanità. Fuori è il mondo che conosciamo».

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Solo e malmesso come un gatto abbandonato in tangenziale, dentro una vasca da bagno al centro della scena, con una pluralità di voci a fargli d’accompagno, da Paolo Rossi a Nada, da Lindo Ferretti a Roy Paci a Rossana Casale, Capovilla si fa interprete dell’epica dei falliti e del rifiuto della società, dell’ammutinamento e del sabotaggio al (dis)ordine costituito. Del non andarsene soli e gentili nella buonanotte, come recita una poesia di Dylan in memoria del padre morto di cancro: “Arda la vecchiaia sul finire del giorno, perché morte non avrà dominio”. In questa sarabanda narrante, già poema radiofonico, online su Raiplay, in questo bosco di latte brulicante di varia umanità, Capossela getta il suo sasso nell’acqua della baja già solcata da Dylan. Quindicesimo album – come i brani al suo interno, anticipati dalle note di Oltre il bosco – del suo andare controcorrente nel mare del conformismo dilagato. Per saperne di più sullo spettacolo che dopo il debutto romano e varie tappe chiuderà la tournée al teatro Verdi di Firenze il 21 dicembre e il disco in uscita clicca qui e sul sito.


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