Le parole sono pietre


Senza scorta Le parole sono pietre

L’allegro chirurgo Marino, in arte sindaco, reclama il diritto alle ferie integrali e a vivere senza scorta. Lui, che era partito in bici e si ritrova con tre macchine – tre – a pedinarlo, e attacca Vespa per l’ospitata ai parenti di Casamonica, Vera e Vittorino, figlia e nipotino.


Charlie Hebdo, tutti morti. Anche la libertà Le parole sono pietre

Il mondo, è nel mezzo degli opposti estremismi, di chi esporta la guerra e di chi la riporta nel seno dell’Occidente, sarà più difficile restare lucidi. Charlie Hebdo, esito scontato per una strage che sa di bruciato Alla fine, è davvero un copione che puzza di bruciato. Come tre anni fa a Tolosa – ma con tempi assai più stretti – l’esito della strage di...

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Clint Eastwood e la leggenda nera del cecchino yankee Le parole sono pietre

Sbarca nelle sale italiane il film di Clint Eastwood su Chris Kyle, il cecchino più preciso della storia Usa Arriva il primo gennaio nelle sale italiane American sniper di Clint Eastwood. La storia del supercecchino che da assassino è diventato un eroe, specchio dell’America marcia e profonda Nessuno parla di flop, ma ai box office Usa American sniper è stato tutto fuorché un successo, con...

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Le spese pazze della Marina, una farsa peggiore degli F35 Le parole sono pietre

Nei giorni in cui riparte la canizza sui due marò – meglio, uno, visto che l’altro, in permesso malattia a casa sua, non tornerà in India, a dire del governo che per fare la voce grossa richiama l’ambasciatore in loco per “consultazioni” – e le ombre corte della Mafia capitale si allungano sulla Marina, un’altra vicenda è passata inosservata ai più. Si tratta del via...

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Storie di mafia e di sovramondo Le parole sono pietre

«È la teoria del mondo di mezzo compà… Ci stanno i come se dice, i vivi sopra e i morti sotto e noi stamo in mezzo… Un mondo in mezzo dove tutti s’incontrano e tu dici come cazzo è possibile». Quando Massimo Carminati pronuncia queste parole per spiegare a Riccardo Brugia chi sono e che portano – ma soprattutto che vogliono – l’ex Nar a capo...

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Rockwell, non solo un cantore della brava America Le parole sono pietre

Forse non molti conoscono la storia di Willie Gillis, che incarnò lo spirito virtuoso del combattente per la libertà sulle copertine del Saturday Evening Post durante la Seconda guerra mondiale. Forse non tutti sanno la sua storia, dall’arruolamento al felice ritorno nella profonda provincia nordamericana. Un ragazzotto impegnato a pelar patate o a scrivere a casa più che a far sfracelli dei nemici, a mostrare...

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La madre di tutte le guerre figlia del suo (e nostro) tempo Le parole sono pietre

Agile ma esaustiva, la disamina che Antonio Moscato fa della Grande guerra per il centro studi Livio Maitan (edizioni LaCoRi, 104 pagine, 10 euro) è un buon esempio di come possa coniugarsi stampa militante e analisi storica. Il breve saggio dello storico del Movimento operaio parte da una premessa e da una conclusione nel delineare quella che definisce La madre di tutte le guerre: il primo...

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Bye Bye London? Le parole sono pietre

Day of destiny, il giorno del destino, titolavano stamattina all’unisono il Guardian e lo Scotsman. Ma era meglio la prima del Metro londinese: Should auld acquaintance be forgot. Un titolo che, tradotto all’italiana, suona più o meno così: la nostra vecchia storia finirà? Niente di tutto questo, assai probabilmente. E mentre persino l’immarcescibile Elisabetta II scende in campo – gli elettori sanno cosa fare, solomonizza...

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L’eroe degli immondi Le parole sono pietre

L’eroe degli immondi. Aveva questo cartello appeso al collo il fantoccio di Garibaldi bruciato davanti a una discoteca di Vicenza, lo stesso giorno in cui la Camera ha approvato il federalismo municipale. Se su quest’ultimo – «una bestemmia», per il presidente della Corte costituzionale Ugo De Siervo – il conflitto stato-regioni è aperto, il Garibaldi bruciato merita almeno qualche parola. Non tanto per il generale silenzio che...

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Il sonno della ragione genera Bergogli Le parole sono pietre

Alzi la mano chi, dopo i gorgheggi del protodiacono Tauran, quando il nuovo papa s’è avvicinato alla finestra con quel fare attonito, dimesso, con quel sorriso piallato sul volto scarno, non è stato preso dal dubbio che volesse lasciarsi andare nel vuoto. Abbracciare la folla dei fedeli calmanti o, più semplicemente, finirla lì, prima di cominciare. E invece buonasera, se l’è cavata con poco, papa Francesco...

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